Alimenti ricchi di ferro: tabella, assorbimento e menu tipo
Quanto ferro c'è davvero in lenticchie, carne, semi e spinaci? Una tabella per porzione, gli abbinamenti che aiutano l'assorbimento e un menu di una giornata pensato per le donne.

Indice
- Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro?
- Che differenza c’è tra ferro eme e non eme?
- Quanti mg di ferro al giorno servono a una donna?
- Quali alimenti aiutano ad assorbire il ferro?
- Cosa blocca l’assorbimento del ferro?
- Quale frutta è ricca di ferro?
- Cosa mangiare se hai il ferro basso: un esempio di menu
- Basta l’alimentazione per alzare la ferritina?
- Quando parlare con il medico?
- Domande frequenti
- Fonti
- Il ferro che si assorbe meglio è quello “eme” di carne, pesce e frattaglie. Il ferro dei vegetali si assorbe meno, ma conta molto, soprattutto se lo abbini alla vitamina C.
- Secondo l’EFSA una donna in età fertile ha bisogno di 16 mg di ferro al giorno con l’alimentazione, dopo la menopausa di 11 mg.
- Caffè, tè e latticini nello stesso pasto possono ridurre l’assorbimento del ferro: spesso basta spostarli di 1–2 ore.
- La dieta aiuta a mantenere le riserve, ma quando la ferritina è già molto bassa raramente basta da sola a ricostruirle in tempi brevi.
Ti hanno detto di “mangiare più ferro” e sei uscita dallo studio medico con un elenco vago: carne rossa, spinaci, legumi. Poi, davanti al banco del supermercato, ti chiedi quanto ne serve davvero, quanto ferro c’è in un piatto di lenticchie e se gli spinaci meritano la loro fama.
In questa guida trovi gli alimenti ricchi di ferro in una tabella con i milligrammi per 100 g e per porzione reale, la differenza tra ferro eme e non eme, gli abbinamenti che aiutano o frenano l’assorbimento e un menu di una giornata che arriva vicino ai 16 mg raccomandati.
Un’avvertenza onesta fin da subito: il cibo è la base, ma non fa miracoli quando le riserve sono quasi a zero. Ti spieghiamo anche perché.

Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro?
Per 100 grammi i più ricchi sono il cioccolato fondente 70–85% (circa 11 mg), i semi di zucca (circa 8,8 mg), il fegato di bovino (circa 6,5 mg), il tofu, le lenticchie (3,3 mg cotte) e la carne di manzo (circa 2,6 mg). Nella pratica però contano la porzione che mangi davvero e quanto di quel ferro riesci ad assorbire.
Per questo nella tabella trovi due colonne: il valore per 100 g, utile per confrontare, e il valore per una porzione realistica, utile per fare i conti della giornata.[4]
| Alimento | Ferro per 100 g | Porzione tipica | Ferro per porzione | Tipo di ferro |
|---|---|---|---|---|
| Fegato di bovino, cotto | circa 6,5 mg | 100 g | 6,5 mg | eme |
| Manzo, cotto | circa 2,6 mg | 120 g | 3,1 mg | eme |
| Sardine sott’olio | circa 2,9 mg | 1 scatoletta (90 g) | 2,6 mg | eme |
| Petto di pollo, cotto | circa 1,0 mg | 120 g | 1,2 mg | eme |
| Uova | circa 1,8 mg | 2 uova (110 g) | 2,0 mg | non eme |
| Lenticchie, cotte | circa 3,3 mg | 150 g | 5,0 mg | non eme |
| Ceci, cotti | circa 2,9 mg | 150 g | 4,4 mg | non eme |
| Tofu | 3–5 mg (secondo il tipo) | 100 g | 3–5 mg | non eme |
| Spinaci, crudi | circa 2,7 mg | 80 g | 2,2 mg | non eme |
| Semi di zucca | circa 8,8 mg | 30 g | 2,6 mg | non eme |
| Fiocchi d’avena | circa 4,3 mg | 40 g | 1,7 mg | non eme |
| Cioccolato fondente 70–85% | circa 11 mg | 20 g | 2,2 mg | non eme |
| Albicocche secche | circa 2,7 mg | 30 g | 0,8 mg | non eme |
Guarda come cambia la classifica quando ragioni a porzioni. Il cioccolato vince sui 100 g, ma un quadratino da 20 g porta 2,2 mg. Un piatto di lenticchie, che sulla carta sembra “medio”, ne porta 5. Le scelte che fanno la differenza sono quelle che mangi spesso e in quantità normali: legumi, carne o pesce, uova, cereali integrali, semi.
E gli spinaci? Contengono circa 2,7 mg per 100 g, non poco, ma anche ossalati che legano parte del ferro. Sono un buon contorno, non la soluzione.
Che differenza c’è tra ferro eme e non eme?
Il ferro eme si trova in carne, pesce e frattaglie: si assorbe meglio e risente poco degli altri cibi del pasto. Il ferro non eme è nei legumi, nei cereali, nelle verdure, nelle uova e nella frutta secca: è la quota più abbondante nella dieta, ma il suo assorbimento cambia molto a seconda di cosa mangi insieme.
Per avere un ordine di grandezza: secondo una revisione pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, in persone con riserve esaurite si assorbe circa il 14–18% del ferro di una dieta mista e il 5–12% di quello di una dieta vegetariana.[2] Se mangi 16 mg al giorno, quindi, ne entrano davvero in circolo pochi milligrammi.
C’è anche una buona notizia: lo stesso lavoro sottolinea che lo stato del ferro conta più della composizione della dieta. Quando le riserve sono basse l’intestino aumenta l’assorbimento, quando sono piene lo riduce.[2] Se segui un’alimentazione vegetale trovi strategie specifiche nella guida al ferro per vegetariani.
Quanti mg di ferro al giorno servono a una donna?
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) indica un apporto di riferimento di 16 mg di ferro al giorno per le donne in età fertile e di 11 mg dopo la menopausa. Anche in gravidanza e allattamento il riferimento è 16 mg, ma in queste fasi le indicazioni vanno sempre personalizzate dal medico.[1]
- Donne dai 18 anni alla menopausa: 16 mg al giorno.
- Donne dopo la menopausa: 11 mg al giorno, come gli uomini adulti.
- Gravidanza e allattamento: 16 mg al giorno come riferimento generale.
La differenza tra prima e dopo la menopausa dice molto: la variabile principale è il ciclo. Con mestruazioni abbondanti le perdite possono superare quello che una dieta normale riesce a reintegrare. Se ti riconosci in questa situazione, il primo passo non è il carrello della spesa ma un esame della ferritina: qui trovi come leggere la ferritina bassa.
Leggi ancheFerritina bassa: cosa significa, valori normali nelle donne e come aumentarlaQuali alimenti aiutano ad assorbire il ferro?
Il principale alleato è la vitamina C: aumenta l’assorbimento del ferro non eme se la mangi nello stesso pasto. Anche una piccola quota di carne o pesce insieme ai legumi migliora l’assorbimento del ferro vegetale.[2]
Non serve la spremuta “a parte”. Funziona meglio la vitamina C dentro il piatto:
- succo di limone sulle lenticchie, sui ceci o sulla carne alla piastra;
- peperone rosso crudo in insalata (circa 128 mg di vitamina C per 100 g);[4]
- un kiwi (circa 93 mg per 100 g) o un’arancia a fine pasto;
- pomodori crudi, broccoli appena scottati, rucola e prezzemolo fresco.
Anche la preparazione aiuta. Mettere in ammollo i legumi, usare pane a lievitazione lunga o legumi germogliati riduce i fitati, sostanze che legano il ferro.[2]
Consiglio: prepara un condimento “da ferro” per la settimana: olio extravergine, succo di limone, prezzemolo tritato e scorza. Lo usi su legumi, cereali e carne, e la vitamina C arriva senza pensarci.
Cosa blocca l’assorbimento del ferro?
I freni principali sono i polifenoli di caffè e tè, il calcio di latte e formaggi e i fitati di cereali integrali e legumi non trattati. Non devi eliminarli: basta non concentrarli nello stesso pasto in cui conti sul ferro.
Il calcio è un caso interessante. In uno studio classico 165 mg di calcio da latte o formaggio, più o meno un bicchiere di latte, hanno ridotto l’assorbimento del ferro del pasto del 50–60%.[3] Sono però test su un singolo pasto: in una dieta varia l’effetto complessivo è più contenuto.[2] Ha senso spostare il cappuccino, non rinunciare ai latticini.
| Nel piatto | Effetto | Cosa fare in pratica |
|---|---|---|
| Limone, peperoni, kiwi, agrumi | Aumentano l’assorbimento (vitamina C) | Aggiungili allo stesso pasto |
| Carne o pesce con i legumi | Migliorano l’assorbimento del ferro vegetale | Anche una piccola quantità aiuta |
| Caffè e tè | Lo riducono (polifenoli) | Bevili 1–2 ore prima o dopo il pasto |
| Latte, yogurt, formaggi | Lo riducono (calcio) | Spostali a merenda o in un altro pasto |
| Crusca, cereali integrali crudi | Lo riducono (fitati) | Preferisci lievito madre, ammollo, germogli |
Quale frutta è ricca di ferro?
La frutta fresca contiene poco ferro, di solito meno di mezzo milligrammo per 100 g. Ne contiene di più la frutta essiccata: albicocche secche circa 2,7 mg, fichi secchi circa 2,0 mg e uvetta circa 1,9 mg per 100 g.[4]
Il vero contributo della frutta fresca è un altro: porta vitamina C. Una combinazione semplice per lo spuntino è una manciata di albicocche secche (30 g, circa 0,8 mg) con un kiwi o qualche spicchio d’arancia. Poco ferro in assoluto, ma ben accompagnato.
Cosa mangiare se hai il ferro basso: un esempio di menu
Una giornata ben costruita può arrivare intorno ai 15–16 mg di ferro senza piatti strani. Ecco un esempio con i conti fatti sui valori della tabella:
- Colazione (circa 3,0 mg): porridge con 40 g di fiocchi d’avena, 15 g di semi di zucca e un kiwi a fette. Il caffè lo prendi a metà mattina.
- Spuntino (circa 3,0 mg): 20 g di cioccolato fondente 85% e 30 g di albicocche secche.
- Pranzo (circa 5,0 mg): pasta e lenticchie con 150 g di lenticchie cotte, insalata di peperoni crudi, una spruzzata di limone.
- Cena (circa 4,5 mg): 120 g di manzo alla piastra con 50 g di spinaci crudi, arancia a spicchi e semi di sesamo.
Totale: circa 15,5 mg. Se non mangi carne, a cena sostituisci il manzo con 150 g di tofu saltato con peperoni: il conto resta simile. Il formaggio e lo yogurt trovano posto a merenda, lontano dai pasti principali.

Basta l’alimentazione per alzare la ferritina?
Per mantenere riserve già buone, spesso sì. Per ricostruirle quando la ferritina è sotto 30 ng/ml, soglia che la European Hematology Association considera carenza di ferro, di solito il cibo da solo non basta o richiede molti mesi.[5]
Il motivo è aritmetico. Dei 15–16 mg mangiati ne assorbi pochi milligrammi, e gran parte serve a coprire le perdite quotidiane e quelle del ciclo. Per il “magazzino” resta poco. Per questo, con valori bassi, il medico valuta spesso un’integrazione di ferro per alcuni mesi, con un controllo della ferritina dopo 8–12 settimane.[5] Qui trovi come aumentare la ferritina passo dopo passo.
Se insieme al medico decidi di integrare, la forma del ferro conta per la tollerabilità. Per Feritin+ abbiamo scelto il ferro liposomiale, da prendere ai pasti. La dieta resta la base anche durante l’integrazione.
Se vuoi avere tutto in un unico posto, nella nostra guida gratuita di 20 pagine sulla ferritina trovi valori, esami da chiedere e domande da fare al medico.
Quando parlare con il medico?
- se sei stanca da settimane, hai il fiato corto o perdi molti capelli e non hai mai controllato la ferritina;
- se hai cicli molto abbondanti o che durano più di 7 giorni;
- se sei in gravidanza o allatti, prima di cambiare dieta o iniziare un integratore;
- se prendi farmaci in modo continuativo, per esempio per la tiroide o per l’acidità di stomaco;
- se hai una ferritina alta o in famiglia c’è emocromatosi: in questo caso più ferro non è una buona idea.
Domande frequenti
Qual è l’alimento con più ferro in assoluto?
Per 100 g tra i cibi comuni spiccano il cioccolato fondente 70–85% (circa 11 mg), i semi di zucca (circa 8,8 mg) e il fegato di bovino (circa 6,5 mg). Nella pratica però contano le porzioni: un piatto di lenticchie da 150 g porta circa 5 mg ed è più facile da mangiare spesso.
Gli spinaci sono davvero ricchi di ferro?
Contengono circa 2,7 mg di ferro per 100 g da crudi, quindi un valore discreto. Il ferro degli spinaci però è di tipo non eme ed è in parte legato agli ossalati, quindi si assorbe poco. Mangiali volentieri, magari con limone, ma non contare solo su di loro.
Il caffè blocca l’assorbimento del ferro?
Caffè e tè contengono polifenoli che riducono l’assorbimento del ferro se li bevi durante o subito dopo il pasto. Non devi rinunciarci: basta lasciare 1–2 ore di distanza dai pasti più ricchi di ferro, per esempio prendendo il caffè a metà mattina invece che a fine colazione.
Quanto ferro c’è in un piatto di lenticchie?
Le lenticchie cotte contengono circa 3,3 mg di ferro per 100 g. Una porzione da 150 g ne porta quindi circa 5 mg, quasi un terzo dei 16 mg raccomandati per una donna in età fertile. Con limone o peperoni crudi nello stesso pasto l’assorbimento migliora.
Si può assumere troppo ferro con il cibo?
Con la sola alimentazione è raro, perché l’intestino riduce l’assorbimento quando le riserve sono piene. Il rischio riguarda soprattutto gli integratori presi senza esami e le persone con emocromatosi o ferritina alta. In questi casi qualsiasi aumento del ferro va discusso con il medico.
Fonti
- EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for iron. EFSA Journal. 2015;13(10):4254. doi.org
- Hurrell R, Egli I. Iron bioavailability and dietary reference values. Am J Clin Nutr. 2010;91(5):1461S–1467S. doi.org
- Hallberg L. et al. Calcium: effect of different amounts on nonheme- and heme-iron absorption in humans. Am J Clin Nutr. 1991;53(1):112–119. doi.org
- U.S. Department of Agriculture. FoodData Central (valori di ferro e vitamina C degli alimenti). fdc.nal.usda.gov
- Iolascon A. et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere (EHA). 2024;8(7):e108. doi.org
L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom
consulente per integratori alimentari
Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale
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