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Caduta capelli donna: cause, tipi ed esami da fare

Effluvio telogen, ormoni, tiroide, carenza di ferro: le cause della caduta dei capelli nella donna, come distinguerle e quali esami chiedere al medico.

Leena Bloom
Autrice: Leena Bloom·Verificato da: Redazione FerraBloom
Pubblicato:
Caduta capelli donna: cause, tipi ed esami da fare
Indice
  1. Quanti capelli è normale perdere al giorno?
  2. Quali sono le cause della caduta dei capelli nella donna?
  3. Come capire che tipo di caduta hai?
  4. Quali esami fare per la caduta dei capelli?
  5. Caduta dei capelli improvvisa nella donna: cosa significa?
  6. Cosa fare quando i capelli cadono?
  7. Quando andare dal dermatologo?
  8. Domande frequenti
  9. Fonti
In breve
  • Le cause più frequenti della caduta dei capelli nella donna sono l’effluvio telogen (dopo stress, malattie, parto o diete), l’alopecia androgenetica e le carenze, in particolare di ferro.
  • Capire il tipo di caduta aiuta molto: diffusa su tutta la testa, concentrata sulla riga centrale oppure a chiazze sono quadri diversi con cause diverse.
  • Gli esami di base da chiedere al medico sono di solito emocromo, ferritina, TSH, vitamina D e B12.
  • Una ferritina bassa è associata alla caduta diffusa nelle donne, ma è uno dei fattori da controllare, non l’unico.

Il tappo della doccia si riempie, sul cuscino trovi ciuffi che prima non c’erano, la coda di cavallo sembra più sottile. Quando i capelli cadono più del solito, la prima domanda è sempre la stessa: perché proprio adesso?

Le cause della caduta dei capelli nella donna sono molte, ma non infinite. Alcune sono temporanee e si risolvono da sole, altre vanno seguite da un dermatologo. Qui le mettiamo in ordine e vediamo come distinguere un tipo di caduta dall’altro, con gli esami che ha senso chiedere. Il ferro avrà il suo spazio, perché è un fattore comune e facile da controllare. Ma non ti diremo che è sempre colpa sua.

Caduta capelli donna: cause, tipi ed esami da fare
Spesso le cause si sommano: per questo gli esami e lo sguardo del dermatologo contano.

Quanti capelli è normale perdere al giorno?

È normale perdere circa 50–100 capelli al giorno. Fanno parte del ricambio naturale: ogni capello cresce per alcuni anni, si ferma e poi cade per lasciare spazio a uno nuovo. Nei giorni del lavaggio se ne vedono di più, perché si staccano anche quelli già pronti a cadere.[1]

Il segnale da osservare non è il numero esatto, ma il cambiamento: ciuffi che prima non vedevi, una coda più sottile, la riga più larga, il cuoio capelluto visibile sotto la luce del bagno. Se vuoi un metodo pratico per contarli, lo trovi nell’articolo su quanti capelli si perdono al giorno.

Quali sono le cause della caduta dei capelli nella donna?

Le cause principali sono l’effluvio telogen, l’alopecia androgenetica, le carenze nutrizionali (ferro in primo piano), i disturbi della tiroide, i cambiamenti ormonali di post-parto e menopausa, la sindrome dell’ovaio policistico, alcuni farmaci, l’alopecia areata e la trazione da acconciature strette.[1][2]

Effluvio telogen: la caduta “ritardata”

È la causa più frequente di caduta improvvisa e diffusa. Un evento che mette sotto pressione l’organismo spinge molti capelli a entrare insieme nella fase di riposo (telogen). Circa 2–3 mesi dopo, quei capelli cadono tutti insieme.[1] Per questo la causa va cercata nel passato, non nella settimana in corso.

I fattori scatenanti più comuni: febbre alta o un’infezione importante, un intervento chirurgico, il parto, un forte stress emotivo, una dieta drastica, la sospensione della pillola, una carenza di ferro. Nella forma acuta la caduta di solito si esaurisce entro circa 6 mesi; se dura di più si parla di forma cronica. Approfondiamo tutto nell’articolo sull’effluvio telogeno.

Alopecia androgenetica femminile

È un diradamento lento e progressivo, legato alla sensibilità dei follicoli agli ormoni androgeni e alla predisposizione familiare. Non si perdono ciuffi improvvisi: i capelli diventano più sottili, soprattutto sulla sommità, e la riga centrale si allarga. Spesso diventa più evidente con la menopausa, ma può iniziare anche a 25–30 anni.

Ferro e ferritina bassa

Una ferritina bassa è associata alla caduta diffusa dei capelli nelle donne secondo una meta-analisi del 2022 sulla caduta non cicatriziale, anche se non tutti gli studi vanno nella stessa direzione.[3] Il legame è con le riserve di ferro, quindi con la ferritina, non con l’emocromo: si può avere l’emoglobina perfetta e le riserve quasi vuote. Lo spieghiamo nel dettaglio nell’articolo su ferritina e caduta dei capelli.

Tiroide

Sia l’ipotiroidismo sia l’ipertiroidismo possono causare una caduta diffusa. Spesso si accompagnano altri segnali: stanchezza, freddo o caldo eccessivo, variazioni di peso, ciclo irregolare. Il TSH è un esame semplice e fa parte dei controlli di base.[2]

Post-parto e menopausa

Dopo il parto molte donne perdono capelli in modo vistoso tra il secondo e il quarto mese: è un effluvio telogen legato al calo degli ormoni della gravidanza. In menopausa invece il calo degli estrogeni può rendere più visibile un’alopecia androgenetica. Ne parliamo negli articoli sulla caduta dei capelli dopo il parto e sulla caduta dei capelli in menopausa.

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

L’eccesso di androgeni può dare un diradamento simile all’alopecia androgenetica, spesso insieme ad acne, peli in eccesso sul viso o sul corpo e cicli irregolari.

Diete drastiche e carenze

Poche calorie e poche proteine per settimane possono scatenare un effluvio telogen. Oltre al ferro, il medico può valutare vitamina D, vitamina B12, zinco e folati, soprattutto se l’alimentazione è molto ristretta.[2]

Farmaci

Alcuni farmaci possono favorire la caduta, per esempio certi anticoagulanti, i retinoidi, alcuni antidepressivi e antiepilettici, oltre alla chemioterapia. Non sospendere mai un farmaco da sola: parlane con chi te lo ha prescritto.

Alopecia areata e trazione

L’alopecia areata è una condizione autoimmune che provoca chiazze tonde completamente glabre. L’alopecia da trazione nasce invece da code, trecce o extension tirate per anni, e colpisce soprattutto l’attaccatura sulla fronte e sulle tempie.

Come capire che tipo di caduta hai?

Per orientarti guarda tre cose: dove mancano i capelli (ovunque, sulla riga centrale o a chiazze), come è iniziata (all’improvviso o lentamente) e se c’è stato un evento scatenante nei 2–3 mesi precedenti. La tabella riassume i quadri principali.

Caduta dei capelli nella donna: i tipi più comuni a confronto
TipoCome si presentaInizioCause tipiche
Effluvio telogenCaduta diffusa su tutta la testa, molti capelli nella doccia e sul cuscinoImprovviso, 2–3 mesi dopo un eventoFebbre, parto, stress, diete, carenza di ferro, tiroide
Alopecia androgeneticaDiradamento sulla sommità, riga centrale più larga, capelli più sottiliLento, nell’arco di anniPredisposizione, ormoni, menopausa, PCOS
Alopecia areataChiazze tonde lisce senza capelliImprovvisoAutoimmune
Alopecia da trazioneDiradamento all’attaccatura e alle tempieLentoAcconciature strette, extension
Alopecie cicatriziali (rare)Zone con pelle lucida, a volte prurito, bruciore o arrossamentoVariabileInfiammazione del follicolo, da valutare subito

Spesso i quadri si sommano: un effluvio telogen dopo il parto può “smascherare” un’alopecia androgenetica che era già in corso. È uno dei motivi per cui uno sguardo esperto fa la differenza.

Consiglio: scatta oggi una foto della riga centrale e della sommità, sempre con la stessa luce e la stessa pettinatura, e ripetila ogni mese. Le foto confrontabili sono molto più affidabili della memoria, per te e per il dermatologo.

Caduta capelli donna: cause, tipi ed esami da fare
Controllare la riga centrale nel tempo aiuta a distinguere un diradamento da una caduta temporanea.

Quali esami fare per la caduta dei capelli?

Gli esami del sangue più utili per la caduta dei capelli nella donna sono emocromo, ferritina, TSH, vitamina D, vitamina B12 e PCR. Se ci sono cicli irregolari, acne o peli in eccesso, il medico può aggiungere gli esami ormonali. Li decide il medico in base alla tua storia.[2][4]

Esami spesso richiesti per la caduta dei capelli nella donna
EsamePerché si chiede
EmocromoEsclude un’anemia
FerritinaValuta le riserve di ferro, anche con emocromo normale
PCRUn’infiammazione può far risultare la ferritina falsamente normale
TSH (ed eventualmente FT4)Controlla la funzione della tiroide
Vitamina D, B12, folati, zincoPossibili carenze, soprattutto con dieta ristretta
Testosterone, DHEA-S, prolattina e altri ormoniSolo se ci sono segni di eccesso di androgeni o cicli irregolari

Sulla ferritina c’è un punto da sapere: molti laboratori considerano normale già 12–15 ng/ml, mentre secondo l’European Hematology Association la carenza di ferro inizia sotto 30 ng/ml.[4] Se il tuo valore è nella zona grigia, chiedi al medico come interpretarlo.

Se la ferritina risulta bassa, il medico cerca la causa e valuta come ricostruire le riserve, con l’alimentazione e spesso con il ferro. Se ti consiglia un integratore, scegli una forma che riesci a prendere ogni giorno senza fastidi allo stomaco: la regolarità conta più della dose. Il confronto tra le diverse forme è nell’articolo su quale ferro scegliere.

Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina. Se sei in gravidanza, allatti, prendi farmaci o hai la ferritina alta, parla con il medico prima di iniziare un integratore.

Leggi ancheFerritina e caduta dei capelli: cosa dicono gli studi e quale valore serve

Caduta dei capelli improvvisa nella donna: cosa significa?

Una caduta improvvisa e diffusa nella donna è quasi sempre un effluvio telogen. La causa di solito risale a 2–3 mesi prima: un’influenza con febbre, il parto, un periodo di forte stress, un intervento, una dieta drastica o una carenza di ferro.[1]

Prova questo esercizio: prendi il calendario e torna indietro di tre mesi. Ti sei ammalata? Hai cambiato pillola? Hai perso peso in fretta? Spesso il colpevole salta fuori così. Se invece la caduta è a chiazze, con prurito, bruciore o arrossamento del cuoio capelluto, non aspettare: serve il dermatologo.

Cosa fare quando i capelli cadono?

Il primo passo è capire la causa con il medico o il dermatologo, partendo dagli esami di base. Nel frattempo aiutano una pettinatura delicata, un’alimentazione con abbastanza proteine e ferro, e la pazienza: sui capelli i cambiamenti si vedono in mesi, non in settimane.

  • mangia una fonte di proteine a ogni pasto (uova, legumi, pesce, carne, yogurt),
  • inserisci alimenti ricchi di ferro più volte a settimana, con vitamina C nello stesso pasto,
  • evita code strette, elastici sottili e piastre molto calde ogni giorno,
  • lava i capelli con la frequenza che preferisci: lavarli spesso non ne aumenta la caduta, rende solo visibili quelli già staccati,
  • diffida di prodotti che promettono risultati in pochi giorni.

Per avere tutte le soglie della ferritina e una lista di domande da fare al medico, scarica la nostra guida gratuita di 20 pagine.

Leggi ancheEffluvio telogeno: cause, quanto dura e cosa fare davvero

Conviene prenotare una visita dermatologica quando la caduta dura più di 3 mesi, quando vedi zone diradate o chiazze, quando il cuoio capelluto prude, brucia o è arrossato, o quando gli esami del sangue sono normali ma i capelli continuano a diminuire.

  • caduta abbondante da più di 3 mesi,
  • chiazze glabre, anche piccole,
  • riga centrale che si allarga nel tempo,
  • prurito, dolore, desquamazione o pelle lucida nelle zone senza capelli,
  • caduta insieme a cicli irregolari, acne o peli in eccesso,
  • caduta insieme a stanchezza marcata, fiato corto o variazioni di peso (anche dal medico di base),
  • gravidanza o allattamento, prima di qualsiasi integratore o prodotto.

Il dermatologo può fare la tricoscopia, un esame del cuoio capelluto con un dermatoscopio, e il test di trazione per valutare quanti capelli si staccano.

Domande frequenti

Quali carenze fanno cadere i capelli nella donna?

La carenza più studiata è quella di ferro: una ferritina bassa è associata alla caduta diffusa nelle donne. Il medico può valutare anche vitamina D, vitamina B12, zinco e un apporto di proteine insufficiente, soprattutto dopo diete drastiche. Integrare senza una carenza dimostrata non porta vantaggi e, per alcune sostanze, può essere controproducente.

Lo stress può far cadere i capelli?

Sì. Un periodo di forte stress emotivo è una delle cause classiche di effluvio telogen. La caduta però si vede di solito 2–3 mesi dopo l’evento, per questo è difficile collegarla. Quando lo stress passa, la caduta di solito si attenua nel giro di qualche mese.

Quanto dura la caduta dei capelli stagionale?

Molte persone notano una caduta più intensa in autunno, che di solito dura alcune settimane e poi si attenua. Se la caduta va avanti per più di 2–3 mesi, è molto abbondante o lascia zone diradate, non è più solo stagionale e conviene fare gli esami di base.

La caduta dei capelli da carenza di ferro è reversibile?

La caduta di tipo telogen associata alla carenza di ferro può migliorare nel giro di alcuni mesi, una volta corretta la causa con il medico. I tempi dipendono dal ciclo del capello, che è lento: di solito servono diversi mesi prima di notare un cambiamento, e ancora di più per ritrovare la densità di prima.

Quale medico consultare per la caduta dei capelli?

Puoi iniziare dal medico di base, che prescrive gli esami del sangue. Per una diagnosi precisa del tipo di caduta il riferimento è il dermatologo, meglio se esperto in tricologia. Se ci sono cicli irregolari o segni ormonali, può essere utile anche il ginecologo o l’endocrinologo.

Fonti

  1. Malkud S. Telogen effluvium: a review. J Clin Diagn Res. 2015;9(9):WE01–WE03. doi.org
  2. Almohanna HM, Ahmed AA, Tsatalis JP, Tosti A. The role of vitamins and minerals in hair loss: a review. Dermatol Ther (Heidelb). 2019;9(1):51–70. doi.org
  3. Treister-Goltzman Y, Yarza S, Peleg R. Iron deficiency and nonscarring alopecia in women: systematic review and meta-analysis. Skin Appendage Disord. 2022;8(2):83–92. doi.org
  4. Iolascon A et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere. 2024;8(7):e108. doi.org

L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom

Leena Bloom

consulente per integratori alimentari

Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale

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