Ferro in gravidanza: valori, sintomi e cosa mangiare
Perché in gravidanza serve più ferro, quali valori si guardano trimestre per trimestre, come riconoscere una carenza e cosa portare in tavola.

Indice
- Perché in gravidanza serve più ferro?
- Quali valori di emoglobina e ferritina si guardano in gravidanza?
- Quando si controlla il ferro in gravidanza?
- Stanchezza in gravidanza o carenza di ferro: come capirlo?
- Cosa mangiare per avere più ferro in gravidanza?
- Integratori di ferro in gravidanza: quando servono?
- Il ferro in gravidanza dà effetti collaterali?
- Perché ricontrollare il ferro dopo il parto?
- Quando chiamare il ginecologo o andare in pronto soccorso?
- Domande frequenti
- Fonti
- Il fabbisogno di ferro in gravidanza aumenta perché crescono il volume del sangue, il bambino cresce e si forma la placenta. Il fabbisogno sale soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre.
- Secondo l’OMS (2024) si parla di anemia in gravidanza con emoglobina sotto 110 g/L nel primo e nel terzo trimestre e sotto 105 g/L nel secondo. Una ferritina sotto 30 indica carenza di ferro.
- Stanchezza e fiato corto sono comuni in gravidanza: solo gli esami dicono se c’entra il ferro. L’emocromo si controlla di solito alla prima visita e intorno alla 28ª settimana.
- Se e quanto ferro prendere lo decide il ginecologo o l’ostetrica, in base ai tuoi esami. Dopo il parto conviene ricontrollare.
Sei incinta, ti senti stanca come non mai e alla prima visita ti hanno prescritto l’emocromo. Oppure il valore dell’emoglobina è sceso rispetto a prima della gravidanza e ti chiedi se sia un problema. Intorno al ferro in gravidanza girano molti consigli contrastanti: c’è chi lo prende “per sicurezza” e chi ha paura degli integratori.
Qui trovi una spiegazione chiara: perché il fabbisogno cambia, quali valori si guardano trimestre per trimestre, come distinguere la stanchezza normale da una possibile carenza e cosa portare in tavola. Le decisioni su esami e integrazione restano del tuo ginecologo o della tua ostetrica: questo articolo ti aiuta ad arrivare alla visita preparata.

Perché in gravidanza serve più ferro?
Perché il corpo produce molto più sangue per nutrire il bambino e la placenta, e il bambino accumula le sue riserve di ferro soprattutto negli ultimi mesi. Il fabbisogno è basso all’inizio, quando il ciclo si ferma, e cresce in modo importante nel secondo e nel terzo trimestre.[1][5]
Il corpo si adatta: con il passare delle settimane l’intestino assorbe una quota maggiore del ferro che mangi. Per questo l’EFSA non indica un apporto giornaliero di ferro più alto in gravidanza rispetto alle altre donne in età fertile, a patto però di iniziare la gravidanza con riserve adeguate.[5] Ed è qui il punto: molte donne arrivano al test positivo con la ferritina già bassa, per cicli abbondanti, gravidanze ravvicinate o una dieta povera di ferro. Se vuoi capire meglio cosa significa avere le riserve vuote, leggi la guida sulla ferritina bassa.
Quali valori di emoglobina e ferritina si guardano in gravidanza?
Si guardano soprattutto emoglobina e ferritina. L’OMS definisce l’anemia in gravidanza con emoglobina sotto 110 g/L (11 g/dL) nel primo e nel terzo trimestre e sotto 105 g/L (10,5 g/dL) nel secondo. Una ferritina sotto 30 indica che le riserve di ferro sono carenti.[2][3]
| Esame | Valore indicativo | Cosa significa |
|---|---|---|
| Emoglobina, 1° trimestre | sotto 110 g/L (11 g/dL) | Anemia secondo l’OMS |
| Emoglobina, 2° trimestre | sotto 105 g/L (10,5 g/dL) | Anemia secondo l’OMS |
| Emoglobina, 3° trimestre | sotto 110 g/L (11 g/dL) | Anemia secondo l’OMS |
| Ferritina | sotto 30 ng/mL (µg/L) | Carenza di ferro, con o senza anemia |
| PCR | alta | Un’infiammazione può far sembrare “normale” una ferritina bassa |
Perché la soglia del secondo trimestre è più bassa? Il volume del plasma cresce prima e più in fretta dei globuli rossi, quindi il sangue si “diluisce” e l’emoglobina scende anche in una gravidanza del tutto sana. Non tutte le società scientifiche usano esattamente gli stessi numeri: la FIGO, per esempio, indica 110 g/L per tutti i trimestri.[3] Per questo il ginecologo guarda l’andamento dei tuoi valori e non un singolo numero.
La ferritina è utile perché scende prima dell’emoglobina: puoi avere riserve vuote con un emocromo ancora nei limiti.[1]
Quando si controlla il ferro in gravidanza?
Di solito l’emocromo si fa alla prima visita e di nuovo intorno alla 28ª settimana; la ferritina si aggiunge quando l’emoglobina è bassa o quando ci sono fattori di rischio. Dopo il parto si ricontrolla se c’è stata una perdita di sangue importante o se hai sintomi.[3]
Il calendario esatto dipende dal tuo percorso e dalla tua storia. Vale la pena segnalare al ginecologo fin dalla prima visita se prima della gravidanza avevi la ferritina bassa, cicli abbondanti, una gravidanza recente o se segui una dieta vegetariana o vegana.
Stanchezza in gravidanza o carenza di ferro: come capirlo?
Da soli non si può: stanchezza, sonnolenza, fiato corto salendo le scale e un po’ di vertigini sono comuni in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre. Alcuni segnali però meritano un esame in più, ad esempio una stanchezza che peggiora invece di migliorare nel secondo trimestre.[1]
I segnali da riferire al ginecologo o all’ostetrica:
- stanchezza che ti impedisce le attività di tutti i giorni, non solo “più sonno del solito”,
- fiato corto anche a riposo, cuore che batte forte o palpitazioni,
- pallore marcato, mal di testa frequenti, mani e piedi sempre freddi,
- voglia insistente di mangiare ghiaccio, terra o amido (si chiama pica ed è legata alla carenza di ferro),
- gambe che non trovano pace la sera, con bisogno di muoverle (è la sindrome delle gambe senza riposo, più frequente in gravidanza).
Parlane con il ginecologo: se hai uno di questi segnali, non aspettare il prossimo controllo programmato e non iniziare un integratore di tua iniziativa. Chiama il ginecologo, l’ostetrica o il consultorio e chiedi se è il caso di anticipare emocromo e ferritina. Se hai fiato corto improvviso, dolore al petto o svenimenti, vai subito in pronto soccorso.
Cosa mangiare per avere più ferro in gravidanza?
Le fonti più utili sono carne, pesce e uova ben cotti, legumi, cereali integrali, semi e frutta secca, abbinati a una fonte di vitamina C nello stesso pasto. Tè e caffè vanno tenuti lontano dai pasti principali, perché riducono l’assorbimento del ferro vegetale.[6]
| Alimento | Ferro (mg/100 g) | Attenzione in gravidanza |
|---|---|---|
| Lenticchie, cotte | circa 3,3 | Ottime con peperoni o un filo di limone |
| Ceci, cotti | circa 2,9 | Anche come hummus, con verdure crude ben lavate |
| Manzo, ben cotto | circa 2,6 | Evita carne cruda o al sangue |
| Fiocchi d’avena (crudi) | circa 4,3 | Con kiwi o fragole a colazione |
| Semi di zucca | circa 8,8 | Una manciata su yogurt o insalate |
| Vongole, cotte | fino a circa 28 | Solo ben cotte, mai crude |
| Fegato | circa 6–7 | Spesso sconsigliato per l’alto contenuto di vitamina A: chiedi al ginecologo |
Un esempio di giornata: a colazione porridge di avena con kiwi e una manciata di semi di zucca, a pranzo pasta e lenticchie con un’insalata di peperoni, a cena un secondo di carne o pesce ben cotto con verdure. Il caffè, se lo bevi, a metà mattina invece che con la colazione. Trovi molte altre idee nella guida agli alimenti ricchi di ferro.
Leggi ancheFerro effetti collaterali: stitichezza, feci nere e nauseaIntegratori di ferro in gravidanza: quando servono?
Servono quando il ginecologo o l’ostetrica li ritengono utili in base ai tuoi esami e alla tua storia. Le raccomandazioni non sono uguali ovunque: l’OMS indica per tutte le donne in gravidanza un’integrazione quotidiana con 30–60 mg di ferro e acido folico, mentre altri sistemi sanitari preferiscono controllare gli esami e integrare quando serve.[4]
Per questo non ha senso confrontare la tua prescrizione con quella di un’amica. La dose, la forma e la durata dipendono dai tuoi valori, dal trimestre e da come tolleri il ferro. Se l’emoglobina è bassa, le dosi usate sono più alte e il ginecologo ricontrolla gli esami dopo alcune settimane. Quando il ferro per bocca non basta o non è tollerato, dopo il primo trimestre il medico può valutare il ferro per via endovenosa.[3] Ne parliamo nell’articolo sulla flebo di ferro.
Più ferro non significa più protezione. Prendere ferro in aggiunta a quello prescritto, o integratori diversi insieme, aumenta soprattutto gli effetti collaterali. Se prendi già un multivitaminico per la gravidanza, mostralo al ginecologo: molti contengono ferro.
Il ferro in gravidanza dà effetti collaterali?
Sì, i più comuni sono stitichezza, nausea, dolore addominale e feci scure. In gravidanza la stitichezza è già frequente, quindi il ferro può peggiorarla. Le feci scure sono innocue; se però vedi sangue o hai dolore forte, chiama il medico.[7]
Non sospendere il ferro da sola se ti dà fastidio: parlane con chi te l’ha prescritto, perché spesso basta cambiare forma, orario o schema. Nel frattempo aiutano acqua, fibre e movimento leggero.

Perché ricontrollare il ferro dopo il parto?
Perché il parto comporta una perdita di sangue e, se le riserve erano già basse, la carenza può durare mesi. Stanchezza, umore giù e caduta dei capelli dopo il parto hanno molte cause, ma una ferritina bassa è una delle poche che si può verificare con un semplice esame.[1][3]
Per le donne che hanno preso il ferro in gravidanza, la FIGO consiglia di continuarlo anche quando l’emoglobina è tornata nella norma, per tre mesi oppure fino a sei settimane dopo il parto, scegliendo il periodo più lungo.[3] Chiedi al ginecologo se continuare e quando ricontrollare. Se allatti, digli anche questo: ti dirà come proseguire. Sulla caduta dei capelli nei mesi successivi c’è la guida dedicata alla caduta dei capelli dopo il parto.
Leggi ancheSindrome delle gambe senza riposo: ferritina, cause e rimediQuando chiamare il ginecologo o andare in pronto soccorso?
- se hai fiato corto improvviso, dolore al petto, svenimenti o battito molto accelerato: pronto soccorso o 112,
- se hai perdite di sangue dai genitali in qualsiasi momento della gravidanza,
- se la stanchezza è tale da non riuscire a fare le cose di tutti i giorni,
- se il ferro ti dà disturbi forti o vedi sangue nelle feci,
- se hai una malattia del sangue (per esempio talassemia o tratto talassemico), emocromatosi o ferritina alta: il ferro va preso solo con indicazione specialistica,
- se un bambino in casa ha ingerito le tue compresse di ferro: è un’emergenza, chiama subito il 112 o un centro antiveleni.
Per avere a portata di mano domande e valori da seguire, puoi scaricare la nostra guida gratuita di 20 pagine sulla ferritina e portarla alla prossima visita.
Domande frequenti
Qual è il valore normale della ferritina in gravidanza?
Non esiste un unico valore “normale”, perché la ferritina cambia nel corso dei trimestri. Una ferritina sotto 30 ng/mL indica che le riserve di ferro sono carenti. Il riferimento resta l’intervallo del tuo laboratorio, letto dal ginecologo insieme a emoglobina e PCR.
È normale che l’emoglobina scenda in gravidanza?
Sì, un calo moderato è normale: il volume del plasma aumenta più dei globuli rossi e il sangue si diluisce, soprattutto nel secondo trimestre. Per questo l’OMS usa una soglia più bassa in quel periodo, 105 g/L. Se il valore scende sotto le soglie, il ginecologo valuterà se c’è una carenza di ferro.
Devo prendere il ferro in gravidanza anche se gli esami sono buoni?
Dipende dalle indicazioni del tuo ginecologo. Le raccomandazioni variano: l’OMS propone un’integrazione per tutte, altri sistemi sanitari solo quando gli esami lo indicano. Non iniziare né sospendere il ferro di tua iniziativa e chiedi sempre se il multivitaminico che prendi contiene già ferro.
Quali sono i sintomi del ferro basso in gravidanza?
Stanchezza marcata, fiato corto, palpitazioni, pallore, mal di testa, mani fredde e voglie insolite come quella di ghiaccio. Molti di questi disturbi sono comuni anche in una gravidanza sana, quindi solo emocromo e ferritina possono dire se c’è davvero una carenza di ferro.
Il ferro in gravidanza fa diventare le feci nere?
Sì, il ferro per bocca scurisce spesso le feci ed è un effetto innocuo. Se invece le feci sono nere e appiccicose, vedi sangue o hai dolore addominale forte, chiama subito il medico, perché potrebbe trattarsi di altro.
Fonti
- Iolascon A. et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere (EHA). 2024;8(7):e108. doi.org
- WHO. Guideline on haemoglobin cutoffs to define anaemia in individuals and populations. Geneva, 2024. who.int
- Ubom AE. et al.; FIGO Committee on Childbirth and Postpartum Hemorrhage. FIGO good practice recommendations on anemia in pregnancy, to reduce the incidence and impact of postpartum hemorrhage (PPH). Int J Gynaecol Obstet. 2025;171(3):993–1007. doi.org
- WHO. WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience. Geneva, 2016. who.int
- EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for iron. EFSA Journal. 2015;13(10):4254. doi.org
- Hurrell R., Egli I. Iron bioavailability and dietary reference values. Am J Clin Nutr. 2010;91(5):1461S–1467S. doi.org
- Tolkien Z. et al. Ferrous sulfate supplementation causes significant gastrointestinal side-effects in adults: a systematic review and meta-analysis. PLoS One. 2015;10(2):e0117383. doi.org
L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom
consulente per integratori alimentari
Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale
Articoli correlati
Prenditi cura delle tue riserve di ferro
Feritin+ con ferro liposomiale. 2 + 1 gratis per 90 giorni e spedizione gratuita.


