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Caduta capelli dopo il parto: quanto dura e cosa fare

Perdere molti capelli qualche mese dopo il parto è frequente e quasi sempre temporaneo. Ecco quando inizia, quanto dura e quando fare un controllo.

Leena Bloom
Autrice: Leena Bloom·Verificato da: Redazione FerraBloom
Pubblicato:
Caduta capelli dopo il parto: quanto dura e cosa fare
Indice
  1. Perché cadono i capelli dopo il parto?
  2. Quando inizia la caduta dei capelli dopo il parto?
  3. Quanto dura la caduta dei capelli post-parto?
  4. Cosa è normale e cosa no?
  5. Carenza di ferro dopo il parto: c’entra con i capelli?
  6. Cosa mangiare dopo il parto e in allattamento?
  7. Si possono prendere integratori in allattamento?
  8. Cosa fare per la caduta dei capelli dopo il parto?
  9. Quando andare dal medico
  10. Domande frequenti
  11. Fonti
In breve
  • La caduta dei capelli dopo il parto è molto comune: inizia di solito tra il secondo e il quarto mese e nella maggior parte delle donne si attenua entro 6–12 mesi dal parto.
  • Non stai “perdendo” capelli in più: cadono insieme quelli che la gravidanza aveva trattenuto in fase di crescita.
  • Vale la pena controllare ferritina, emocromo e tiroide se la caduta è molto intensa, dura oltre un anno o si accompagna a stanchezza marcata.
  • Durante l’allattamento qualsiasi integratore va concordato con il medico o il ginecologo.

Il bambino ha tre mesi, finalmente dorme qualche ora di fila, e tu ti ritrovi con ciuffi di capelli tra le dita ogni volta che li lavi. Sul body del neonato, sul cuscino, nello scarico della doccia. È normale spaventarsi.

La caduta dei capelli dopo il parto riguarda moltissime neomamme ed è, nella maggior parte dei casi, temporanea. Qui trovi perché succede e quanto dura di solito, con una timeline mese per mese. Vediamo anche cosa merita un controllo, come la ferritina dopo la gravidanza o la tiroide, e qualche idea pratica per vivere questi mesi con meno ansia.

Caduta capelli dopo il parto: quanto dura e cosa fare
I tempi variano da donna a donna: se dopo un anno la caduta è ancora intensa, fai un controllo.

Perché cadono i capelli dopo il parto?

I capelli cadono dopo il parto perché in gravidanza gli ormoni, soprattutto gli estrogeni, mantengono più capelli del solito nella fase di crescita. Dopo il parto gli ormoni scendono in fretta e molti capelli passano insieme alla fase di riposo. Circa due o tre mesi dopo cadono: è un effluvio telogen post-parto.[1][2]

Molte donne ricordano di avere avuto in gravidanza capelli più folti e lucidi. Non è un’impressione: cadevano meno. Quella del post-parto è in parte il “conto” di quei mesi. Per questo spesso sembra enorme: si somma il ricambio normale ai capelli rimasti in sospeso.

A rendere il quadro più intenso possono contribuire altri fattori tipici di questo periodo: la perdita di sangue durante il parto, le riserve di ferro ridotte dalla gravidanza, il sonno frammentato, lo stress e un’alimentazione spesso improvvisata.

Quando inizia la caduta dei capelli dopo il parto?

La caduta dei capelli dopo il parto inizia di solito tra il secondo e il quarto mese, spesso intorno al terzo. Raramente compare subito dopo il parto, perché i capelli impiegano alcune settimane a completare la fase di riposo prima di staccarsi.[1][2]

Un dettaglio che rassicura molte mamme: il momento coincide spesso con la fine del puerperio e con i primi mesi di allattamento, ma non è l’allattamento a causarla. La caduta compare anche nelle donne che non allattano.

Quanto dura la caduta dei capelli post-parto?

Nella maggior parte delle donne la caduta più intensa dura alcuni mesi e si attenua entro 6–12 mesi dal parto. La ricrescita spesso si nota prima come una “frangetta” di capelli corti lungo l’attaccatura, sulla fronte e sulle tempie.[1][2]

Caduta dei capelli dopo il parto: una timeline tipica
Periodo dopo il partoCosa succede di solito
0–2 mesiI capelli sono ancora simili a quelli della gravidanza; gli ormoni scendono
2–4 mesiInizia la caduta, spesso improvvisa e diffusa, più visibile al lavaggio
4–6 mesiFase di caduta più intensa per molte donne; le tempie possono sembrare più vuote
6–12 mesiLa caduta rallenta, compaiono capelli corti e nuovi lungo l’attaccatura
Oltre 12 mesiSe la caduta continua intensa, conviene un controllo medico

I tempi variano da donna a donna. Se la caduta va avanti molto oltre l’anno, è possibile che il parto abbia reso visibile un’altra condizione già presente, come un’alopecia androgenetica, o che ci sia un fattore che la mantiene, come una carenza di ferro o un problema di tiroide.[2]

Leggi ancheEffluvio telogeno: cause, quanto dura e cosa fare davvero

Cosa è normale e cosa no?

È normale perdere molti capelli in modo diffuso tra il secondo e il sesto mese, con la sensazione che le tempie si svuotino. Non è tipico perdere capelli a chiazze, avere prurito o arrossamento del cuoio capelluto, o continuare con la stessa intensità dopo un anno.

Caduta post-parto: quando è nella norma e quando fare un controllo
Di solito normaleMeglio parlarne con il medico
Caduta diffusa su tutta la testaChiazze tonde senza capelli
Inizio tra 2 e 4 mesi dal partoCaduta che dura oltre 12 mesi senza miglioramenti
Tempie e attaccatura più radeRiga centrale che si allarga sempre di più
Capelli corti nuovi dopo qualche mesePrurito, bruciore, desquamazione del cuoio capelluto
Stanchezza “da neonato”Stanchezza estrema, fiato corto, palpitazioni, freddo o caldo insoliti

Carenza di ferro dopo il parto: c’entra con i capelli?

Può c’entrare. Gravidanza e parto riducono spesso le riserve di ferro, e una ferritina bassa è associata alla caduta diffusa dei capelli nelle donne secondo una meta-analisi del 2022. Non è la causa principale della caduta post-parto, ma è un fattore comune e facile da controllare con un prelievo.[3][4]

Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro aumenta molto, per il bambino, la placenta e il maggior volume di sangue della mamma. Al parto si aggiunge la perdita di sangue, a volte importante. Molte donne arrivano ai primi mesi con le riserve basse, anche se l’emocromo fatto in ospedale sembrava accettabile.

Segnali che suggeriscono di chiedere al medico la ferritina:

  • stanchezza che sembra sproporzionata anche rispetto alle notti con il neonato,
  • fiato corto salendo le scale o cuore che accelera,
  • pallore, mani e piedi freddi,
  • perdita di sangue abbondante al parto o anemia in gravidanza,
  • caduta dei capelli particolarmente intensa o lunga.

Le linee guida dell’European Hematology Association considerano carenza di ferro una ferritina sotto 30 ng/ml, anche con emoglobina normale.[4] Se ti interessa capire come leggere il valore, trovi tutto nell’articolo sulla ferritina bassa, mentre per i capelli in particolare c’è l’approfondimento su ferritina e caduta dei capelli.

E la tiroide?

Nel primo anno dopo il parto alcune donne sviluppano una tiroidite post-partum, un’infiammazione della tiroide che può alternare fasi di iper e ipofunzione. Tra i segnali ci sono caduta dei capelli, stanchezza, nervosismo o, al contrario, rallentamento e sensazione di freddo. Un TSH chiarisce molto: chiedilo al medico se la caduta si accompagna a questi sintomi.

Caduta capelli dopo il parto: quanto dura e cosa fare
Una colazione semplice con avena, semi, uova e frutta ricca di vitamina C.

Cosa mangiare dopo il parto e in allattamento?

Dopo il parto e durante l’allattamento conviene puntare su pasti semplici ma completi, con proteine, ferro e vitamina C ogni giorno. Secondo l’EFSA il fabbisogno di riferimento di ferro per le donne che allattano è di 16 mg al giorno, lo stesso delle donne in età fertile.[5]

Quando hai un neonato in braccio, la teoria conta poco: servono idee veloci. Alcuni esempi:

  • Colazione: fiocchi d’avena con semi di zucca e kiwi, oppure pane integrale con uovo e un’arancia.
  • Pranzo: lenticchie o ceci in scatola sciacquati, saltati con spinaci e succo di limone.
  • Cena: carne o pesce al forno con peperoni, o un hamburger di manzo con insalata.
  • Spuntini: frutta secca, hummus con verdure, yogurt.

Tè e caffè meglio lontano dai pasti principali, perché riducono l’assorbimento del ferro vegetale. Se segui un’alimentazione vegetariana o vegana, parlane con il medico o con un dietista, perché in allattamento alcune carenze, come quella di vitamina B12, hanno effetti anche sul bambino.

Consiglio: prepara una “scorta di emergenza” da tenere vicino al divano dove allatti: una bottiglia d’acqua, frutta secca, crackers integrali, una banana. Molte neomamme saltano i pasti senza accorgersene, e i capelli sono tra i primi a risentirne.

Si possono prendere integratori in allattamento?

Alcuni integratori si possono usare in allattamento, ma la scelta va sempre fatta con il medico, il ginecologo o il pediatra. Spesso si prosegue con quanto già prescritto in gravidanza; il ferro si valuta in base a emocromo e ferritina, non “per sicurezza”.

Se gli esami mostrano riserve basse, il medico indica la forma e lo schema più adatti. Molte neomamme tollerano male il ferro classico per i disturbi intestinali, e la stitichezza nel post-parto è già un problema frequente. Per questo esistono forme pensate per essere più delicate sullo stomaco, come il ferro bisglicinato o liposomiale. Le differenze sono spiegate nell’articolo su quale ferro scegliere.

Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina. In allattamento, come in gravidanza, parla con il medico prima di iniziare qualsiasi integratore.

Cosa fare per la caduta dei capelli dopo il parto?

Per la caduta dei capelli dopo il parto aiutano soprattutto la pazienza, una cura delicata dei capelli e un’alimentazione adeguata. Se la caduta è molto intensa o si accompagna a stanchezza forte, conviene controllare ferritina, emocromo e tiroide con il medico.

  1. Tratta i capelli con gentilezza: pettine a denti larghi, niente code strette, elastici morbidi, phon a temperatura media.
  2. Valuta un taglio più corto o scalato: non cambia la caduta, ma rende i capelli più gestibili e meno “vuoti” alla vista.
  3. Lava i capelli quando vuoi: lavarli spesso non aumenta la caduta, mostra solo i capelli già staccati.
  4. Mangia regolarmente: proteine e ferro ogni giorno, con l’aiuto di chi ti sta vicino per i pasti.
  5. Fai gli esami se servono: emocromo, ferritina e TSH sono un buon punto di partenza da discutere con il medico.
  6. Diffida delle promesse rapide: i capelli seguono un ciclo lento, nessun prodotto lo accorcia a pochi giorni.

Se vuoi capire meglio le altre cause possibili, abbiamo scritto una guida sulle cause della caduta dei capelli nella donna. E per avere sotto mano soglie della ferritina e domande per il medico, c’è la nostra guida gratuita di 20 pagine.

Leggi ancheCaduta capelli donna: cause, tipi ed esami da fare

Quando andare dal medico

  • caduta ancora intensa dopo 12 mesi dal parto,
  • chiazze senza capelli o riga centrale che si allarga,
  • prurito, dolore o arrossamento del cuoio capelluto,
  • stanchezza estrema, fiato corto, palpitazioni o vertigini,
  • perdita di sangue importante al parto o anemia in gravidanza,
  • sintomi di tiroide: nervosismo, tremori, perdita o aumento di peso inspiegabili, freddo costante,
  • prima di iniziare qualsiasi integratore durante l’allattamento.

Se ti senti costantemente giù, senza energia e senza piacere per le cose, parlane con il medico o con l’ostetrica: anche l’umore nel post-parto merita attenzione.

Domande frequenti

Quando finisce la caduta dei capelli dopo il parto?

Nella maggior parte delle donne la caduta si attenua entro 6–12 mesi dal parto. I primi segnali di miglioramento sono di solito meno capelli nella doccia e la comparsa di capelli corti lungo l’attaccatura. Se dopo un anno la caduta è ancora intensa, conviene un controllo dal medico o dal dermatologo.

L’allattamento fa cadere i capelli?

No, l’allattamento in sé non causa la caduta dei capelli. La caduta post-parto dipende dal calo degli ormoni della gravidanza e compare anche nelle donne che non allattano. Allattare però aumenta il bisogno di nutrienti, quindi un’alimentazione completa resta importante.

I capelli tornano come prima della gravidanza?

Nella maggior parte dei casi sì, anche se servono mesi. A volte la consistenza o l’ondulazione cambiano un po’. Se dopo più di un anno i capelli restano molto più radi, è utile una visita dermatologica per escludere un’alopecia androgenetica resa visibile dal parto.

Si può prevenire la caduta dei capelli dopo il parto?

Non del tutto, perché dipende soprattutto dagli ormoni. Si può però evitare di peggiorarla: arrivare al parto con riserve di ferro controllate, mangiare in modo regolare dopo la nascita, trattare i capelli con delicatezza e fare gli esami se compaiono stanchezza marcata o altri sintomi.

Quanti capelli si perdono dopo il parto?

Non esiste un numero preciso. Normalmente si perdono circa 50–100 capelli al giorno, dopo il parto possono essere molti di più per alcune settimane. Più del numero contano la durata e il tipo di caduta: diffusa e temporanea è tipica, a chiazze o prolungata oltre un anno merita un controllo.

Fonti

  1. Malkud S. Telogen effluvium: a review. J Clin Diagn Res. 2015;9(9):WE01–WE03. doi.org
  2. Mirallas O, Grimalt R. The postpartum telogen effluvium fallacy. Skin Appendage Disord. 2016;1(4):198–201. doi.org
  3. Treister-Goltzman Y, Yarza S, Peleg R. Iron deficiency and nonscarring alopecia in women: systematic review and meta-analysis. Skin Appendage Disord. 2022;8(2):83–92. doi.org
  4. Iolascon A et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere. 2024;8(7):e108. doi.org
  5. EFSA NDA Panel. Scientific opinion on dietary reference values for iron. EFSA Journal. 2015;13(10):4254. doi.org

L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom

Leena Bloom

consulente per integratori alimentari

Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale

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