Ferritina ed esami9 min di lettura

Esame ferritina: quando farlo, digiuno, costo e risultati

Guida pratica all'esame della ferritina: il momento giusto, digiuno e integratori, esami da abbinare, ricetta e ticket, limiti del test in farmacia e quando ripetere il controllo.

Leena Bloom
Autrice: Leena Bloom·Verificato da: Redazione FerraBloom
Pubblicato:
Esame ferritina: donna seduta in laboratorio dopo il prelievo di sangue
Indice
  1. Esame ferritina: cos’è e cosa misura?
  2. Quando fare l’esame della ferritina?
  3. Per l’esame della ferritina bisogna essere a digiuno?
  4. Come prepararsi al prelievo della ferritina?
  5. Quali esami chiedere insieme alla ferritina?
  6. Serve la ricetta? Quanto costa l’esame della ferritina?
  7. Quanto tempo ci vuole per avere i risultati?
  8. Il test della ferritina in farmacia è affidabile?
  9. Dopo quanto tempo ripetere l’esame della ferritina?
  10. Cosa fare se la ferritina risulta bassa?
  11. Quando rivolgersi al medico dopo l’esame?
  12. Domande frequenti
  13. Fonti
In breve
  • L’esame della ferritina è un normale prelievo di sangue: è il modo più semplice per sapere se le tue riserve di ferro sono basse.
  • La ferritina in sé risente poco del pasto, ma di solito si fa al mattino a digiuno perché insieme si misura la sideremia, che invece cambia dopo aver mangiato.
  • Evita di farlo durante febbre, influenza o infiammazioni: la ferritina sale e può nascondere una carenza. Chiedi sempre anche emocromo e PCR.
  • Dopo l’inizio di un’integrazione di ferro, il controllo si ripete di solito dopo 8–12 settimane.

Ti è stato consigliato l’esame ferritina, o forse ci stai pensando tu, perché sei stanca da settimane e i capelli non sono più quelli di prima. Prima di prenotare, però, vengono i dubbi: serve il digiuno? Devo sospendere l’integratore? Basta la ferritina o servono altri esami? E il test della farmacia, vale qualcosa?

Qui trovi una guida pratica, dal momento giusto per farlo alla preparazione, dagli esami da abbinare alla ricetta, fino a cosa aspettarti dai risultati. L’idea è uscire dal laboratorio con un valore che dica davvero qualcosa sulle tue riserve.

checklist di cosa fare e cosa evitare prima dell'esame della ferritina
Pochi accorgimenti prima del prelievo rendono il risultato più affidabile e confrontabile nel tempo.

Esame ferritina: cos’è e cosa misura?

È un esame del sangue che misura la ferritina, la proteina in cui il corpo conserva il ferro. Il valore nel sangue riflette le riserve: se è basso, i depositi di ferro si stanno svuotando. Si fa con un prelievo venoso, come gli esami di routine, e non richiede preparazioni particolari.[1]

Il vantaggio rispetto all’emocromo è che la ferritina scende prima dell’emoglobina. Un emocromo normale non esclude quindi riserve basse. Se vuoi capire meglio come funziona questa proteina, leggi cos’è la ferritina.

Quando fare l’esame della ferritina?

Ha senso farlo quando hai sintomi compatibili con una carenza di ferro, come stanchezza persistente, caduta diffusa dei capelli, fiato corto sotto sforzo o gambe senza riposo, oppure se appartieni a un gruppo a rischio. Si ripete poi per verificare l’effetto di un’integrazione.[2]

I gruppi più a rischio sono le donne con cicli abbondanti, le vegetariane e vegane, chi fa sport di resistenza, chi dona spesso il sangue, chi ha celiachia o prende a lungo gastroprotettori. In gravidanza e dopo il parto i controlli li programma il ginecologo.

Un consiglio pratico: fai l’esame prima di iniziare un integratore di ferro. Senza un valore di partenza non saprai mai se il percorso sta funzionando, e rischi di prendere ferro senza averne bisogno.

Per l’esame della ferritina bisogna essere a digiuno?

Per la ferritina da sola il digiuno non è strettamente necessario, perché un pasto la modifica poco. Di solito però si fa al mattino a digiuno, perché nella stessa provetta si misurano spesso sideremia e altri esami che invece cambiano dopo aver mangiato. Segui sempre le indicazioni del tuo laboratorio.

In genere puoi bere acqua. Caffè, tè, latte e colazione, invece, è meglio rimandarli a dopo il prelievo se nella richiesta ci sono anche sideremia, glicemia o colesterolo.

Come prepararsi al prelievo della ferritina?

Bastano pochi accorgimenti: scegli un periodo in cui stai bene, chiedi al medico se sospendere un eventuale integratore di ferro nei giorni precedenti e segnala al laboratorio gli integratori che prendi, in particolare la biotina ad alte dosi.

Rimanda se hai febbre o un’infezione

La ferritina sale durante infezioni e infiammazioni, anche quando le riserve sono basse. Un valore misurato durante un’influenza può sembrare normale e nascondere una carenza. Meglio aspettare qualche settimana dopo la guarigione, come indicato dal medico.[1]

Integratori di ferro

Una capsula presa poche ore prima fa salire la sideremia e può falsare la lettura del pannello del ferro. Chiedi al medico o al laboratorio se sospenderla il giorno prima o per qualche giorno. Non interrompere invece di tua iniziativa una terapia prescritta.

Biotina e integratori per capelli

Molti integratori per capelli contengono biotina in dosi elevate, che può interferire con alcuni esami di laboratorio.[3] Dillo al laboratorio: ti diranno se sospenderla prima del prelievo.

Consiglio: per confrontare i risultati nel tempo, cerca di ripetere l’esame nelle stesse condizioni: stesso laboratorio, al mattino, lontano da raffreddori e con le stesse regole sugli integratori. Così una differenza tra due valori sarà più facile da interpretare.

Quali esami chiedere insieme alla ferritina?

Gli esami minimi da abbinare sono l’emocromo, per vedere se c’è anemia, e la PCR, per capire se un’infiammazione sta alzando la ferritina. Spesso il medico aggiunge sideremia, transferrina e saturazione della transferrina, utili soprattutto quando la PCR è alta.[2]

Esami da abbinare alla ferritina e a cosa servono
EsamePerché chiederloQuando è utile
Emocromo (emoglobina, MCV)Dice se la carenza ha già portato ad anemiaSempre
PCRSegnala un’infiammazione che alza la ferritinaSempre
Sideremia e transferrinaFerro in circolo e capacità di trasportoSpesso, insieme alla ferritina
Saturazione della transferrinaQuanto ferro è disponibile per il trasportoSe la PCR è alta o la ferritina è dubbia
TSH e vitamina DAltre cause comuni di stanchezza e caduta dei capelliSe perdi capelli o sei molto stanca
Esami per la celiachiaPossibile causa di scarso assorbimento del ferroSe la ferritina resta bassa senza motivo

Se l’esame lo richiedi per la caduta dei capelli, trovi il pannello completo nell’articolo sugli esami del sangue per la caduta dei capelli.

Leggi ancheDifferenza tra sideremia e ferritina: come leggere gli esami

Serve la ricetta? Quanto costa l’esame della ferritina?

Con la ricetta del medico di base puoi fare l’esame nelle strutture del Servizio sanitario nazionale pagando il ticket, che varia da regione a regione; alcune categorie ne sono esenti. Senza ricetta puoi farlo privatamente in molti laboratori, a un prezzo che cambia da struttura a struttura.

Non ti diamo cifre perché ticket regionali e listini privati sono diversi e cambiano nel tempo. Per sapere quanto spenderai, controlla il tariffario della tua regione o il listino pubblicato dal laboratorio, oppure chiedi allo sportello. Ricorda che il prezzo finale dipende da quanti esami aggiungi alla ferritina.

La ricetta ha anche un altro vantaggio: il medico che la prescrive è la persona giusta per leggere il risultato insieme a te e decidere i passi successivi.

Quanto tempo ci vuole per avere i risultati?

Di solito pochi giorni, a volte anche in giornata: dipende dal laboratorio e dagli altri esami richiesti. Molte strutture inviano il referto online o tramite il fascicolo sanitario elettronico. I tempi precisi te li indica lo sportello al momento del prelievo.

Sul referto trovi il valore, l’unità (ng/ml o µg/l, che si equivalgono) e l’intervallo del laboratorio. Come interpretarlo, con le soglie di 30 e 50 ng/ml, lo spieghiamo in ferritina: valori normali.

bicchiere d'acqua e giacca pronti per uscire al mattino
Al mattino, a digiuno e con un bicchiere d'acqua: così si fa di solito il prelievo per gli esami del ferro.

Il test della ferritina in farmacia è affidabile?

I test autodiagnostici della farmacia, con una goccia di sangue dal dito, dicono solo se la ferritina è sopra o sotto una soglia fissa, indicata nel foglietto. Non danno un numero e non misurano la PCR. Possono essere un primo segnale, ma non sostituiscono l’esame in laboratorio.

Il limite principale è proprio la soglia: se il test è tarato, per esempio, su 30 ng/ml, un risultato “negativo” può comparire anche con una ferritina di 35 o 40 ng/ml, valori che in una donna giovane possono indicare riserve al limite. E un risultato falsato da un’infiammazione non viene riconosciuto. Se il test è positivo, o se hai sintomi anche con un test negativo, parlane con il medico e fai l’esame completo.

Dopo quanto tempo ripetere l’esame della ferritina?

Se hai iniziato un’integrazione di ferro, il controllo si fa di solito dopo 8–12 settimane, perché la ferritina sale lentamente. Ricostruire le riserve richiede in genere 3–6 mesi. Se la causa della carenza resta, per esempio un ciclo abbondante, il medico può programmare controlli periodici per non svuotarle di nuovo.[2]

Ripetere l’esame dopo due o tre settimane serve a poco: la ferritina non ha ancora avuto il tempo di cambiare in modo misurabile.

Cosa fare se la ferritina risulta bassa?

Parlane con il medico per confermare il valore, cercare la causa e decidere se e come integrare il ferro. Nelle donne la causa più frequente sono le perdite mestruali, ma vanno considerati anche alimentazione, gravidanze recenti e problemi di assorbimento.[2]

Se il medico propone un’integrazione, la scelta della forma conta: i sali di ferro classici danno spesso nausea e stitichezza, e chi sta male tende a smettere.[4] Per orientarti tra le varie forme leggi quale ferro scegliere.

Il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. In gravidanza, in allattamento o se prendi farmaci, chiedi sempre al medico prima di iniziare.

Leggi ancheFerritina bassa: cosa significa, valori normali nelle donne e come aumentarla

Quando rivolgersi al medico dopo l’esame?

  • ferritina sotto 30 ng/ml, anche se il laboratorio la segna nel range,
  • ferritina sopra l’intervallo del laboratorio, soprattutto con saturazione della transferrina alta,
  • emoglobina sotto 12 g/dl o MCV basso,
  • PCR alta che rende difficile interpretare la ferritina,
  • test della farmacia positivo, o sintomi persistenti con un test negativo,
  • gravidanza, allattamento, malattie croniche o farmaci in corso.

Domande frequenti

Per la ferritina bisogna essere a digiuno?

Per la ferritina da sola il digiuno non è indispensabile, perché il pasto la influenza poco. Di solito però il prelievo si fa al mattino a digiuno, perché insieme si misurano sideremia e altri esami sensibili al cibo. L’acqua in genere è permessa: segui le istruzioni del tuo laboratorio.

Devo sospendere il ferro prima dell’esame?

Chiedilo al medico o al laboratorio. Una dose presa poche ore prima fa salire la sideremia e può falsare il pannello del ferro, mentre la ferritina ne risente meno. Spesso si consiglia di non prendere l’integratore il giorno del prelievo. Non sospendere invece una terapia prescritta senza parlarne con il medico.

La ferritina si vede nell’emocromo?

No. L’emocromo misura emoglobina, globuli rossi e altri parametri del sangue, ma non le riserve di ferro. La ferritina va richiesta a parte. Per questo una persona può avere un emocromo normale e riserve di ferro basse: se sospetti una carenza, chiedi esplicitamente la ferritina.

Posso fare l’esame della ferritina con il ciclo?

In genere sì: il ciclo non impedisce il prelievo. Per confrontare i valori nel tempo, però, conviene ripetere l’esame in condizioni simili. Se hai cicli molto abbondanti, segnalalo al medico: sono la causa più frequente di ferritina bassa nelle donne.

Ogni quanto controllare la ferritina?

Dipende dalla situazione. Dopo l’inizio di un’integrazione si ricontrolla di solito a 8–12 settimane. Se la causa della carenza resta, come un ciclo abbondante o una dieta vegana, il medico può consigliare controlli periodici. Senza sintomi né fattori di rischio non serve controllarla spesso.

Fonti

  1. WHO. Guideline on use of ferritin concentrations to assess iron status in individuals and populations. Geneva, 2020. who.int
  2. Iolascon A. et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere (EHA). 2024;8(7):e108. doi.org
  3. U.S. Food and Drug Administration. Biotin interference with troponin lab tests: assays subject to biotin interference. 2022. fda.gov
  4. Tolkien Z. et al. Ferrous sulfate supplementation causes significant gastrointestinal side-effects in adults: a systematic review and meta-analysis. PLoS One. 2015;10(2):e0117383. doi.org

L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom

Leena Bloom

consulente per integratori alimentari

Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale

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