Capelli11 min di lettura

Esami del sangue caduta capelli: quali fare e cosa indicano

Quali esami del sangue chiedere quando i capelli cadono, cosa può spiegare ogni risultato, come leggere la ferritina e cosa significa se è tutto normale. Con la checklist da portare dal medico.

Leena Bloom
Autrice: Leena Bloom·Verificato da: Redazione FerraBloom
Pubblicato:
Esami del sangue per la caduta dei capelli: spazzola con capelli caduti accanto a una finestra
Indice
  1. Esami del sangue caduta capelli: quali fare?
  2. Perché la ferritina è l’esame più importante per i capelli?
  3. Quale carenza fa cadere i capelli?
  4. Cosa significa se gli esami sono tutti normali?
  5. Come prepararsi agli esami per la caduta dei capelli?
  6. Cosa fare se la ferritina è bassa?
  7. Cosa portare alla visita per la caduta dei capelli?
  8. Quando andare dal dermatologo?
  9. Domande frequenti
  10. Fonti
In breve
  • Per la caduta dei capelli nella donna il pacchetto di base è emocromo, ferritina, PCR e TSH. Vitamina D, B12, folati, zinco e ormoni si aggiungono in base alla tua storia e ai sintomi.
  • La ferritina va letta con le soglie delle linee guida: per l’European Hematology Association sotto 30 ng/ml c’è carenza di ferro anche con emoglobina normale, mentre molti laboratori segnano “normale” già da 12–15 ng/ml.
  • Gli esami spiegano soprattutto la caduta diffusa. Il diradamento sulla riga centrale tipico dell’alopecia androgenetica spesso ha esami normali e va valutato dal dermatologo.
  • La biotina ad alte dosi può falsare alcuni esami, compresi quelli della tiroide: dillo al medico e chiedi al laboratorio se sospenderla prima del prelievo.

Ogni mattina trovi capelli sul cuscino, la spazzola si riempie e il medico ti propone: “Facciamo qualche esame?”. Ma quali? Sulla ricetta possono finire due voci o venti, e spesso si torna a casa con un referto pieno di asterischi o con un “è tutto a posto” che non spiega perché i capelli continuano a cadere. E la sera, sul telefono, scrivi «esami del sangue caduta capelli».

Qui trovi gli esami che hanno senso per una donna, perché si chiedono, cosa può spiegare ogni risultato e come prepararti al prelievo perché i valori siano affidabili. Se prima vuoi capire che tipo di caduta hai, parti dalla panoramica sulle cause della caduta dei capelli nella donna.

Tabella degli esami del sangue per la caduta dei capelli nella donna: quali fare sempre e quali solo in casi specifici
Il pacchetto di base e gli esami da aggiungere solo se la tua storia lo suggerisce.

Esami del sangue caduta capelli: quali fare?

Per una donna con caduta diffusa gli esami di base sono emocromo, ferritina, PCR e TSH. In base a dieta, sintomi e storia il medico può aggiungere vitamina D, vitamina B12, folati, zinco, saturazione della transferrina e, se ci sono segni di eccesso di androgeni, testosterone e altri ormoni.[1][5]

Non esiste un “pannello capelli” ufficiale uguale per tutte. Gli esami si scelgono partendo da tre domande: come cadono i capelli (in modo diffuso o sulla riga centrale), da quanto tempo e cosa è successo nei mesi precedenti. La tabella ti aiuta a capire la logica di ogni voce.

Esami del sangue per la caduta dei capelli: a cosa servono e quando si chiedono
EsameCosa misuraUn valore alterato può indicareQuando
EmocromoEmoglobina, globuli rossi e loro dimensione (MCV)Anemia. Globuli rossi piccoli fanno pensare al ferro (o a una talassemia minor), globuli grandi a B12 o folatiSempre
FerritinaLe riserve di ferroCarenza di ferro, anche con emocromo normaleSempre
PCRInfiammazioneSe è alta, la ferritina può risultare falsamente normaleSempre insieme alla ferritina
TSH (ed eventualmente FT4)Funzione della tiroideIpotiroidismo o ipertiroidismo, entrambi possono dare caduta diffusaQuasi sempre
Vitamina DRiserve di vitamina DCarenza da correggere; il legame diretto con la caduta non è dimostratoSpesso
Vitamina B12 e folatiVitamine della divisione cellulareCarenza, più probabile con dieta vegana, gastroprotettori o metforminaSe sei a rischio
ZincoZinco nel sangueCarenza, rara, più probabile con diete restrittive o problemi intestinaliCasi specifici
Saturazione della transferrinaIl ferro disponibile per il trasportoAiuta a leggere una ferritina ambigua o con PCR altaSu indicazione
Testosterone, DHEA-S, prolattina, SHBGOrmoni androgeni e correlatiSindrome dell’ovaio policistico o altre cause ormonaliSolo con acne, peli in eccesso o cicli irregolari

Gli intervalli di riferimento cambiano da laboratorio a laboratorio. Vale sempre quello stampato sul tuo referto, ma per la ferritina conviene guardare anche le soglie delle linee guida, come vedi qui sotto.

Perché la ferritina è l’esame più importante per i capelli?

Perché misura le riserve di ferro, che si svuotano mesi prima che l’emoglobina scenda. Una metanalisi del 2022 su 36 studi e oltre 10.000 persone ha trovato che le donne con caduta dei capelli non cicatriziale hanno in media una ferritina più bassa delle altre. È un’associazione, non la prova che il ferro sia sempre la causa.[3]

Il punto delicato è la lettura del referto. Immagina questa riga: Ferritina 18 ng/ml (v.r. 13–150). Nessun asterisco, quindi “normale”. Eppure per l’European Hematology Association una ferritina sotto 30 ng/ml indica carenza di ferro, indipendentemente dall’emoglobina.[1] Molti laboratori fissano il limite basso intorno a 12–15 ng/ml perché quello è il punto in cui le riserve sono esaurite, non quello in cui iniziano a scarseggiare.[2]

Le soglie proposte per chi perde i capelli e il loro significato sono spiegate in dettaglio nell’articolo su ferritina e caduta dei capelli.

Consiglio: chiedi sempre la PCR insieme alla ferritina. Durante un’infezione o un’infiammazione la ferritina sale e può nascondere una carenza. Se hai avuto febbre o influenza nelle ultime settimane, aspetta di stare bene prima del prelievo.

Quale carenza fa cadere i capelli?

La carenza più legata alla caduta diffusa nelle donne è quella di ferro, misurata con la ferritina. Seguono, con prove più deboli, zinco e vitamina D; più di rado B12, folati e un apporto troppo basso di proteine o calorie. Nessuna carenza spiega invece l’alopecia androgenetica, che ha basi genetiche e ormonali.[5]

  • Ferro: caduta diffusa su tutta la testa, spesso insieme a stanchezza, cicli abbondanti o una dieta povera di carne.
  • Zinco: caduta diffusa nelle carenze vere, che sono poco comuni e di solito legate a diete molto restrittive o a problemi di assorbimento.
  • Vitamina D: valori bassi sono frequenti in chi perde i capelli, ma anche in moltissime donne senza questo problema. Va corretta per la salute generale, senza aspettarsi un effetto diretto sui capelli.
  • B12 e folati: da controllare soprattutto se sei vegetariana o vegana, se prendi gastroprotettori da tempo o se l’emocromo mostra globuli rossi grandi.
  • Proteine e calorie: una dieta drastica può scatenare una caduta diffusa che si nota 2–3 mesi dopo.[4]

Vale anche il contrario: un eccesso di selenio o di vitamina A, di solito da integratori presi in dosi alte, può a sua volta far cadere i capelli.[5] Per questo, prima di comprare un integratore per capelli, conviene guardare i tuoi valori.

Leggi ancheIntegratori capelli donna: quali vitamine servono davvero

Cosa significa se gli esami sono tutti normali?

Esami normali sono una buona notizia, non una diagnosi mancata. Spesso significano che la caduta è un effluvio telogen partito da un evento di 2–3 mesi prima, come febbre, parto, una dieta o un forte stress, che di solito si risolve da sé. Oppure che si tratta di alopecia androgenetica, da far valutare al dermatologo.[4]

Caduta diffusa e improvvisa

Se perdi molti capelli in modo uniforme e la cosa è iniziata in modo abbastanza netto, ripensa ai tre mesi precedenti. L’effluvio telogen acuto dura in genere meno di sei mesi e i capelli ricrescono quando il fattore scatenante è passato.[4] Come riconoscerlo e quanto dura lo trovi nell’articolo sull’effluvio telogeno.

Diradamento lento sulla sommità

Se la riga centrale si allarga piano piano, la coda è più sottile da anni e in famiglia ci sono casi simili, il quadro fa pensare all’alopecia androgenetica femminile. Qui gli esami servono soprattutto a escludere altre cause che si sommano, come una ferritina bassa o un problema di tiroide. La diagnosi la fa il dermatologo, spesso con la tricoscopia, un esame del cuoio capelluto con una lente ingrandita.

Esami fatti nel momento sbagliato

C’è un terzo caso, meno ovvio: esami “normali” fatti durante un raffreddore, con la PCR alta, o dopo aver già iniziato un integratore. In questi casi può valere la pena ripeterli nelle condizioni giuste, sempre d’accordo con il medico.

Come prepararsi agli esami per la caduta dei capelli?

Fai il prelievo al mattino, a digiuno se il laboratorio lo chiede, lontano da febbre o influenza e prima di iniziare ferro o vitamine “per prova”. Se prendi integratori con biotina, dillo al medico: ad alte dosi la biotina può falsare alcuni esami di laboratorio, compresi quelli della tiroide.[6]

  • Integratori: molti prodotti per capelli e unghie contengono biotina in dosi molto superiori al fabbisogno. Chiedi al laboratorio quanti giorni prima sospenderla.
  • Infezioni: se nelle ultime due o tre settimane hai avuto febbre, ferritina e PCR possono non essere rappresentative.
  • Ferro già iniziato: se hai cominciato da poco un integratore di ferro, il valore non ti dice più da dove partivi. Meglio fare gli esami prima.
  • Vecchi referti: portali tutti. Vedere che la ferritina era 45 due anni fa e ora è 15 dice molto più di un valore isolato.
Leggi ancheEsame ferritina: quando farlo, digiuno, costo e risultati

Cosa fare se la ferritina è bassa?

Il medico cerca prima la causa, per esempio cicli abbondanti, un’alimentazione povera di ferro, problemi di assorbimento o donazioni di sangue, e poi decide come ricostruire le riserve: con l’alimentazione e spesso con un’integrazione di ferro, ricontrollando il valore dopo 8–12 settimane.[1]

I capelli hanno tempi lunghi. Una caduta di tipo telogen può migliorare nei mesi successivi alla correzione della causa, ma non esiste una data precisa e non c’è garanzia. Il piano completo, con i tempi realistici, è nell’articolo su come aumentare la ferritina. Se il ciclo è abbondante, parlane anche con la ginecologa.

Se il medico ti consiglia un integratore, la forma che riesci a prendere ogni giorno senza fastidi allo stomaco conta più della dose sulla carta: un ferro sospeso dopo tre settimane non serve a nessuno.

Il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Non ha un’indicazione autorizzata sui capelli, quindi nessun integratore di ferro può prometterti di fermare la caduta. Se sei in gravidanza, allatti, prendi farmaci o hai la ferritina alta, parla con il medico prima di iniziare.

Modulo per le analisi del sangue su una scrivania con penna e occhiali
Prima della visita annota da quando cadono i capelli e cosa è successo nei tre mesi precedenti.

Cosa portare alla visita per la caduta dei capelli?

Porta i referti precedenti, l’elenco di farmaci e integratori, le date del ciclo e una breve cronologia: quando è iniziata la caduta e cosa è successo nei tre mesi prima. Bastano dieci minuti di preparazione per rendere la visita molto più utile.

  1. Da quando perdi più capelli e se la caduta è diffusa o concentrata sulla riga.
  2. Eventi dei 2–3 mesi precedenti: febbre, parto, interventi, diete, sospensione della pillola, lutti o periodi di forte stress.
  3. Com’è il ciclo: durata, quanti assorbenti nei giorni più abbondanti, coaguli.
  4. Cosa mangi in una settimana tipo, soprattutto carne, pesce e legumi.
  5. Farmaci e integratori, compresi quelli con biotina.
  6. Casi di diradamento in famiglia, materna o paterna.
  7. Foto della riga centrale fatte nello stesso punto e con la stessa luce, se le hai.

Nella nostra guida gratuita di 20 pagine sulla ferritina trovi una tabella per segnare i valori nel tempo e le domande da fare al medico.

  • se la caduta dura da più di sei mesi,
  • se vedi chiazze rotonde senza capelli, arrossamento, prurito forte, dolore o squame sul cuoio capelluto,
  • se la riga centrale si allarga o la coda si assottiglia anno dopo anno,
  • se gli esami sono normali ma la caduta non migliora,
  • se insieme alla caduta hai acne, peli in eccesso o cicli irregolari.

Domande frequenti

Quali esami fare per la caduta dei capelli in una donna?

Di solito si parte da emocromo, ferritina, PCR e TSH. Il medico può aggiungere vitamina D, B12, folati, zinco e saturazione della transferrina in base a dieta e sintomi, e gli ormoni androgeni solo se ci sono acne, peli in eccesso o cicli irregolari. Non serve fare tutto a tutte.

Una ferritina di 20 ng/ml è bassa?

Molti laboratori la considerano nella norma, ma secondo l’European Hematology Association una ferritina sotto 30 ng/ml indica carenza di ferro anche con emoglobina normale. Con capelli che cadono e stanchezza è un risultato da discutere con il medico, che cercherà la causa prima di decidere cosa fare.

Il mineralogramma del capello serve per capire le carenze?

Non è considerato un esame affidabile per diagnosticare carenze nutrizionali: i risultati cambiano con shampoo, tinte e trattamenti e non riflettono bene le riserve del corpo. Per ferro, vitamine e tiroide si usano gli esami del sangue, valutati insieme alla visita.

Se gli esami sono normali, perché i capelli cadono?

Le cause più frequenti con esami normali sono l’effluvio telogen, partito da un evento di 2–3 mesi prima, e l’alopecia androgenetica. Il primo di solito si risolve da sé; la seconda va valutata dal dermatologo. Controlla anche che gli esami non siano stati fatti durante un’infezione.

Dopo quanto tempo ripetere gli esami?

Se la ferritina era bassa e il medico ha impostato un’integrazione, il controllo si fa di solito dopo 8–12 settimane. Se gli esami erano normali, ha senso ripeterli solo se la caduta continua oltre sei mesi o compaiono nuovi sintomi.

Fonti

  1. Iolascon A. et al. Recommendations for diagnosis, treatment and prevention of iron deficiency and iron deficiency anaemia. HemaSphere (EHA). 2024;8(7):e108. doi.org
  2. WHO. Guideline on use of ferritin concentrations to assess iron status in individuals and populations. Geneva, 2020. who.int
  3. Treister-Goltzman Y., Yarza S., Peleg R. Iron deficiency and nonscarring alopecia in women: systematic review and meta-analysis. Skin Appendage Disord. 2022;8(2):83–92. doi.org
  4. Malkud S. Telogen effluvium: a review. J Clin Diagn Res. 2015;9(9):WE01–WE03. doi.org
  5. Almohanna HM., Ahmed AA., Tsatalis JP., Tosti A. The role of vitamins and minerals in hair loss: a review. Dermatol Ther (Heidelb). 2019;9(1):51–70. doi.org
  6. Li D. et al. Association of biotin ingestion with performance of hormone and nonhormone assays in healthy adults. JAMA. 2017;318(12):1150–1160. doi.org

L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom

Leena Bloom

consulente per integratori alimentari

Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale

Articoli correlati

Prenditi cura delle tue riserve di ferro

Feritin+ con ferro liposomiale. 2 + 1 gratis per 90 giorni e spedizione gratuita.

Vedi l’offerta
Feritin+ · 75,80 €2 + 1 gratis · spedizione gratuita
Scopri