Fabbisogno di ferro giornaliero: quanti mg servono a una donna
Quanti milligrammi di ferro servono ogni giorno a una donna: i valori LARN ed EFSA, perché il ciclo cambia tutto, quanto ferro si assorbe dal cibo e una giornata tipo.

Indice
- Fabbisogno di ferro giornaliero: quanto ne serve a una donna?
- Perché LARN ed EFSA danno numeri diversi?
- Perché le donne hanno bisogno di più ferro?
- Quanto ferro si assorbe davvero dal cibo?
- Come arrivare a 16–18 mg di ferro al giorno con l’alimentazione?
- Qual è la quantità massima di ferro al giorno?
- Quanto ferro prendere al giorno se hai una carenza?
- Quando parlare con il medico?
- Domande frequenti
- Fonti
- In Italia i LARN indicano 18 mg di ferro al giorno per le donne in età fertile, 10 mg dopo la menopausa, 27 mg in gravidanza e 11 mg in allattamento. L’EFSA indica 16 mg prima e 11 mg dopo la menopausa.
- Il fabbisogno delle donne è più alto per via delle perdite mestruali: ogni millilitro di sangue perso porta via circa 0,5 mg di ferro.
- Del ferro presente nel cibo se ne assorbe solo una parte: circa il 14–18% con una dieta mista, il 5–12% con una dieta vegetariana.
- Per gli adulti l’EFSA considera sicuro un apporto fino a 40 mg al giorno da tutte le fonti; dosi più alte solo su indicazione del medico.
“Quanto ferro mi serve al giorno?” sembra una domanda semplice, finché non trovi tre numeri diversi su tre siti: 14, 16, 18 mg. Poi c’è l’etichetta dell’integratore che parla di “200% VNR” e l’amica a cui il medico ha prescritto una dose molto più alta.
In questo articolo mettiamo ordine nel fabbisogno di ferro giornaliero: i valori ufficiali per l’Italia e per l’Europa, perché sono diversi, cosa cambia con il ciclo, la gravidanza e la menopausa, quanto ferro arriva davvero dal cibo, dov’è il limite di sicurezza e come si costruisce una giornata che si avvicina ai 16–18 mg.

Fabbisogno di ferro giornaliero: quanto ne serve a una donna?
Secondo i LARN, i valori di riferimento italiani, una donna in età fertile ha bisogno di 18 mg di ferro al giorno; dopo la menopausa ne bastano 10 mg. L’EFSA, l’autorità europea, indica 16 mg prima della menopausa e 11 mg dopo. Sono quantità da assumere con l’alimentazione, nel corso della giornata.[1][2]
| Gruppo | LARN (Italia) | EFSA (Europa) |
|---|---|---|
| Donne in età fertile | 18 mg | 16 mg |
| Donne dopo la menopausa | 10 mg | 11 mg |
| Gravidanza | 27 mg | 16 mg |
| Allattamento | 11 mg | 16 mg |
| Ragazze 15–17 anni | 18 mg | 13 mg |
| Uomini adulti | 10 mg | 11 mg |
Questi valori sono pensati per coprire il fabbisogno di quasi tutte le persone sane di un gruppo. Non sono la dose giusta per chi ha già una carenza: in quel caso le quantità le decide il medico.
Perché LARN ed EFSA danno numeri diversi?
Perché partono da stime diverse su quanto ferro si perde e quanto se ne assorbe. Le differenze più grandi riguardano la gravidanza e l’allattamento: i LARN prevedono 27 mg in gravidanza, mentre l’EFSA mantiene 16 mg, considerando che in gravidanza l’assorbimento aumenta e le mestruazioni si interrompono. Per una donna italiana il riferimento nazionale sono i LARN.[1][2]
Non serve stabilire chi ha ragione. Prima della menopausa, nella sostanza, i due enti dicono la stessa cosa: servono circa 16–18 mg al giorno, molto più di un uomo. In gravidanza, invece, la regola è una sola: le indicazioni le dà il ginecologo, sulla base dei tuoi esami. Ne parliamo nell’articolo sul ferro in gravidanza.
Un terzo numero che troverai sulle etichette è il VNR, il valore nutritivo di riferimento: per il ferro è 14 mg. Non è un fabbisogno personale, ma un’unità di misura comune per confrontare i prodotti. “200% VNR” significa 28 mg.
Perché le donne hanno bisogno di più ferro?
Per via del ciclo. Oltre alle piccole perdite quotidiane, ogni mese con le mestruazioni si perde sangue, e ogni millilitro di sangue porta via circa 0,5 mg di ferro. Con un ciclo abbondante le perdite possono superare ciò che una dieta normale riesce a reintegrare, e le riserve si svuotano poco alla volta.[2]
È per questo che il fabbisogno scende con la menopausa, ed è per questo che due donne della stessa età possono avere esigenze molto diverse. Se il tuo ciclo dura più di 7 giorni, se cambi l’assorbente ogni 1–2 ore o trovi coaguli grandi, i valori di riferimento rischiano di non bastare: leggi il nostro articolo sulle mestruazioni abbondanti e il ferro.
Chi altro ha un fabbisogno più alto
- Donne in gravidanza, per la crescita del bambino e della placenta e l’aumento del volume del sangue.
- Vegetariane e vegane, perché il ferro vegetale si assorbe meno.
- Sportive di resistenza, per le perdite con il sudore, l’intestino e la rottura dei globuli rossi negli impatti.
- Donatrici di sangue abituali.
- Chi ha problemi di assorbimento, per esempio celiachia o uso prolungato di farmaci per l’acidità.
Quanto ferro si assorbe davvero dal cibo?
Solo una parte. Con una dieta mista, che include carne e pesce, si stima che venga assorbito circa il 14–18% del ferro; con una dieta vegetariana circa il 5–12%. Il ferro eme di carne e pesce si assorbe meglio di quello dei vegetali, che dipende molto da cosa c’è nel piatto.[4]
Il corpo regola l’assorbimento in base alle riserve: quando la ferritina è bassa, l’intestino trattiene più ferro, quando è alta ne prende meno. È un meccanismo di protezione, ma ha un limite: con perdite importanti, non riesce a tenere il passo.
La vitamina C nello stesso pasto aumenta l’assorbimento del ferro; tè, caffè, latticini e cibi molto ricchi di fitati lo riducono. Un’insalata di peperoni con le lenticchie fa una differenza concreta, così come spostare il caffè di un’ora.
Consiglio: non contare i milligrammi ogni giorno. Basta controllare che quasi ogni pasto principale abbia una fonte di ferro e una di vitamina C, e che tè e caffè restino fuori dal pasto.
Come arrivare a 16–18 mg di ferro al giorno con l’alimentazione?
Con una giornata ben costruita è possibile avvicinarsi ai 16–18 mg combinando cereali integrali, legumi, semi, pesce o carne e verdure, e abbinando la vitamina C. Ecco un esempio con valori indicativi dalle tabelle di composizione degli alimenti.[6]
| Pasto | Cosa | Ferro (circa) |
|---|---|---|
| Colazione | 50 g di fiocchi d’avena con 20 g di semi di zucca e un kiwi | 4 mg |
| Spuntino | 20 g di cioccolato fondente 70–85% | 2 mg |
| Pranzo | 180 g di lenticchie cotte con insalata di peperoni crudi e limone | 6 mg |
| Cena | 130 g di manzo con 60 g di spinaci crudi e una fetta di pane integrale | 6 mg |
Se non mangi carne, a cena 150 g di tofu compatto con verdure portano circa 7–8 mg. Un piatto di spaghetti alle vongole è tra i più ricchi in assoluto: le vongole cotte arrivano fino a circa 28 mg per 100 g. Ricorda però che sono milligrammi presenti nel cibo, non milligrammi assorbiti.
Trovi la tabella completa degli alimenti e un menu tipo nell’articolo sugli alimenti ricchi di ferro.

Qual è la quantità massima di ferro al giorno?
Per gli adulti, comprese gravidanza e allattamento, l’EFSA ha indicato nel 2024 un livello di assunzione sicuro di 40 mg di ferro al giorno, riferito all’apporto totale da cibo e integratori. Negli Stati Uniti il limite massimo tollerabile è 45 mg. Con dosi alte di ferro da integratori i disturbi più frequenti sono quelli gastrointestinali.[3][5]
Più ferro non vuol dire più salute. Chi ha l’emocromatosi o una ferritina alta non deve assumere integratori di ferro, e un eccesso di ferro accumulato nel tempo danneggia fegato e altri organi. Se ti è uscita una ferritina sopra l’intervallo del laboratorio, leggi prima l’articolo sulla ferritina alta.
Quanto ferro prendere al giorno se hai una carenza?
Dipende dagli esami, ed è il medico a deciderlo. In caso di carenza o anemia confermata può prescrivere per un periodo limitato dosi di ferro superiori al fabbisogno giornaliero e al livello sicuro EFSA, con controlli degli esami. Sono dosi da farmaco, non da prendere di propria iniziativa.[5]
Gli integratori alimentari di ferro, invece, contengono in genere quantità più contenute e si usano per sostenere l’apporto quando la dieta non basta, per esempio con cicli abbondanti o alimentazione vegetale. Anche qui, il punto di partenza è una ferritina misurata, non un’ipotesi.
Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina. In gravidanza, in allattamento o se prendi farmaci, chiedi prima al medico.
Leggi ancheFerritina bassa: cosa significa, valori normali nelle donne e come aumentarlaQuando parlare con il medico?
- se hai sintomi che fanno pensare a una carenza, come stanchezza persistente, fiato corto o caduta diffusa dei capelli,
- se hai cicli abbondanti o più lunghi di 7 giorni,
- se sei in gravidanza, la stai cercando o allatti,
- se pensi di prendere un integratore di ferro per più di qualche settimana,
- se prendi farmaci, per esempio levotiroxina o gastroprotettori,
- se hai una ferritina alta, l’emocromatosi o una malattia del fegato.
Per seguire i tuoi valori nel tempo, scarica la nostra guida gratuita di 20 pagine sulla ferritina.
Domande frequenti
Quanti mg di ferro al giorno per una donna di 40 anni?
Se hai ancora il ciclo, i LARN indicano 18 mg al giorno e l’EFSA 16 mg. Dopo la menopausa il fabbisogno scende a circa 10–11 mg. Se il ciclo è abbondante o segui una dieta vegetale potresti averne bisogno di più: verificalo con la ferritina e parlane con il medico.
Quanto ferro serve in gravidanza?
I LARN indicano 27 mg al giorno in gravidanza, l’EFSA 16 mg. Sono valori di riferimento per la popolazione: le indicazioni personali, compresa un’eventuale integrazione, le dà il ginecologo in base ai tuoi esami. Non iniziare un integratore di ferro in gravidanza senza parlarne con lui.
Si può coprire il fabbisogno di ferro solo con il cibo?
Molte donne ci riescono con una dieta varia e ben combinata. Con cicli abbondanti, gravidanza, alimentazione vegetale poco pianificata o problemi di assorbimento può non bastare, e se la ferritina è già molto bassa il cibo da solo ricostruisce le riserve lentamente. Gli esami dicono se serve altro.
Troppo ferro fa male?
Sì. Un eccesso di ferro da integratori può dare disturbi gastrointestinali e, se si accumula nel tempo, danneggiare fegato, cuore e pancreas, soprattutto in chi ha l’emocromatosi. Per questo l’EFSA indica un livello sicuro di 40 mg al giorno da tutte le fonti e il ferro andrebbe preso solo con esami alla mano.
Cosa vuol dire 100% VNR sul ferro?
Il VNR, valore nutritivo di riferimento, per il ferro è 14 mg. Serve a confrontare le etichette: un prodotto con 14 mg di ferro per dose copre il 100% VNR, uno con 28 mg il 200%. Non coincide con il fabbisogno personale, che per una donna in età fertile è più alto.
Fonti
- SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana. LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, V revisione. 2024. Tabella riassuntiva dei minerali: smartfood.ieo.it
- EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for iron. EFSA Journal. 2015;13(10):4254. doi.org
- EFSA NDA Panel. Scientific opinion on the tolerable upper intake level for iron. EFSA Journal. 2024;22(6):e8819. doi.org
- Hurrell R., Egli I. Iron bioavailability and dietary reference values. Am J Clin Nutr. 2010;91(5):1461S–1467S. doi.org
- National Institutes of Health, Office of Dietary Supplements. Iron: Fact Sheet for Health Professionals. ods.od.nih.gov
- CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. Tabelle di composizione degli alimenti. alimentinutrizione.it
L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di iniziare un’integrazione consulta il medico o il farmacista.

Leena Bloom
consulente per integratori alimentari
Consulente per integratori alimentari e volto del marchio FerraBloom. Scrive di ferro, ferritina e salute dei capelli sulla base di linee guida e studi aggiornati. Ogni testo è verificato dalla Redazione FerraBloom. Tutti gli articoli · Politica editoriale
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